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C’è una stazione di una città magica, radiofonica dove tra milioni di persone due
per un gioco si sono fatte una risata
e sempre la stessa musica
semplicemente la musica è cambiata
come uno di quei capolavori che mandano in onda
e ad ogni ascolto ti senti su una nuvola
sola o con una persona unica
in pace in cima a un monte
o sperduta sopra un’isola
quelli di vecchie voci ormai assenti
che con le proprie perle hanno segnato i tempi
e in quelle che da decenni
ci accompagnano tra sorrisi e pianti
e nelle nuove uscite che non ti aspetti
nei tormentoni, nella musica delle future generazioni
e in quelle canzoni che saranno solo una traccia
che canterai d’estate, un’impronta sulla sabbia
ritrovata in una playlist di vecchia data.
Nei vicoli di questa città passeggio
ascoltando storie di vita di altri
tra cose che imparo
o apprezzando la bellezza di un testo
di chi davanti a un binario si è sentito perso
poi capita che una voce annunci un pezzo
uno di quelli che ti arriva dritto
come un treno
ma è solo il vento che si alza ad essere diverso
ha il tuo profumo se ancora nella musica ti sento.